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Fondazione Fair, un coro di voci femminili impegnate nella promozione del gioco responsabile

La Fondazione per l’ascolto, l’innovazione e la ricerca sul gioco responsabile si è già fatta conoscere per le sue iniziative nella promozione dello sviluppo di una cultura e di strumenti di prevenzione al gioco problematico, ponendo il gioco responsabile al centro dei cambiamenti del settore. L’anima di questa realtà è caratterizzata da una forte presenza femminile, e proprio alle donne della Fondazione, professioniste che hanno deciso di mettere le loro competenze al servizio degli obiettivi di questa realtà, abbiamo chiesto di raccontarci in che misura la presenza di numerose figure femminili nelle posizioni di vertice della Fondazione può costituire un valore aggiunto nel percorso legato alla prevenzione, per portare il gioco responsabile al centro dei cambiamenti del settore.

La prima a rispondere è Cinzia Castiglioni, ricercatrice della Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che nella fondazione ricopre il ruolo di vicepresidente. “Sono profondamente convinta”, spiega, “che ogni cambiamento comportamentale debba necessariamente partire dalla comprensione dei meccanismi psicologici decisionali che guidano le nostre scelte. Questo è particolarmente cruciale in contesti in cui tali decisioni possono influenzare significativamente il benessere individuale e collettivo, come nel caso della promozione di una cultura del gioco responsabile. La possibilità di costruire un ambiente professionale inclusivo, in cui uomini e donne abbiano pari opportunità di contribuire in base alle proprie competenze e idee, rappresenta un valore aggiunto, favorendo un confronto aperto e arricchente che può tradursi in soluzioni efficaci e socialmente sostenibili.

Secondo Emanuela Girardi, fondatrice di Pop AI e membro del consiglio direttivo, “le tecnologie di intelligenza artificiale possono offrire un contributo significativo anche nella gestione del gioco problematico. Nel corso della mia carriera ho sempre lavorato in settori a prevalenza maschile e il mondo tecnologico, dove la presenza femminile sta crescendo ma non è ancora paritaria, non fa eccezione. Oggi però è dimostrato che la presenza di donne competenti, smart e dinamiche nei ruoli di vertice porti al successo grazie a un valore fondamentale: una visione inclusiva e orientata all’empowerment delle persone. Questo approccio si traduce concretamente nella capacità di responsabilizzare i giocatori, fornendo loro tutti gli strumenti necessari per vivere l’esperienza ludica con maggiore serenità.”

Stefania Siani, presidente del consiglio di amministrazione di Adci e membro del consiglio direttivo, spiega che “la promozione di una cultura del gioco responsabile rappresenta per me non solo una scelta professionale come comunicatrice, ma un vero e proprio impegno attivo per avere un impatto sulla società. Le donne occupano in Fondazione delle posizioni di vertice prima di tutto per il merito e l’eccellenza professionale che rappresentano. La nostra presenza è un elemento fondamentale per garantire una visione inclusiva, un ambiente collaborativo e innovativo: un contributo particolarmente importante in un settore in continua evoluzione, dove l’empatia e la comprensione sono cruciali.

Marina Lanfranconi, avvocato, responsabile legale, proprietà intellettuale, media e nuove tecnologie presso KPMG e membro del comitato scientifico, racconta di aver voluto indirizzare la sua professione “a un modello di assistenza legale volto alla costruzione di relazioni di fiducia nei brand da parte di utenti, consumatori e del mercato in generale attraverso la costruzione di un sistema di comunicazione lecita e veritiera in cui il rispetto delle regole rappresenti un valore per tutti i portatori di interesse. La presenza di donne competenti ed esperte in settori complementari costituisce senz’altro un valore aggiunto per raggiungere tali obiettivi a livello di sistema, attraverso un dialogo continuo con i vari portatori di interesse al fine di avere un impatto costruttivo sulla società in cui operiamo.

A chiudere il cerchio è Antonella Cultrera, direttore generale di Fair, che spiega come la Fondazione si sia data “un compito molto importante a favore della salute e della protezione del consumatore, ossia quello di far conoscere il significato del gioco responsabile, di diffonderne la cultura e di rendere consapevoli i giocatori dell’importanza di scegliere modelli di gioco responsabile. Questo, grazie ad attività di prevenzione, di diffusione della conoscenza degli strumenti di protezione al gioco, di condivisione di risultati di ricerche scientifiche con il regolatore, di collaborazione con l’industry. Per raggiungere questi importanti obiettivi è fondamentale la collaborazione di un gruppo di lavoro inclusivo nel quale le esperienze e sensibilità di ognuno possano essere valorizzate con il confronto e l’ascolto reciproco.

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